Perché i tappi delle bottiglie di plastica non si staccano più ?

In arrivo una nuova direttiva per contrastare l’inquinamento causato dalla plastica monouso

Quante volte ci siamo imbattuti in bottiglie dotate di tappo che non si stacca? Sicuramente tantissime! Ma perché succede? I tappi non si staccano più per un difetto di fabbricazione? Assolutamente no! Questa caratteristica sarà sempre più diffusa in quanto diventerà obbligatoria a partire da luglio 2024 come disposto dalla direttiva UE 904/2019. L’obiettivo di questa regola è contrastare l’uso di plastica monouso e contemporaneamente ridurre la dispersione di plastica nell’ambiente. I dati evidenziano che l’85% dei rifiuti trovati nei mari e sulle spiagge europee è costituito da plastica, di cui il 50% è monouso. Questa direttiva segue la direzione delineata nell’Agenda 2030 dell’ONU, che promuove l’economia circolare. Tra gli obiettivi futuri, vi è la produzione di bottiglie fino a tre litri, con una percentuale del 25% di plastica riciclata entro il 2025, destinata ad aumentare al 30% entro il 2030.

Cosa sono i “tethered caps” ?

tethered caps sono tappi che mantengono il sistema di apertura classico ma che differiscono da quelli utilizzati fino ad ora perché progettati con una linguetta che li lega all’anello presente sul collo della bottiglia, così da rendere i due elementi inseparabili. Nascono infatti con lo scopo di limitare la dispersione di oggetti in plastica nell’ambiente che degradandosi possono dare origine a pericolose microplastiche o essere ingeriti da animali marini che possono morire soffocati. Il tappo tethered diventerà un obbligo a partire da luglio 2024, come disposto dalla direttiva UE 904 del 2019, che prevede l’obbligo dei nuovi tappi per le bottiglie in plastica monouso e per tutti i contenitori di bevande in PET di capienza inferiore ai 3 litri.

Chi ha inventato il tappo che non si stacca

In tantissimi hanno brevettato un proprio tappo che non si stacca ma forse il caso più famoso è quello dell’azienda Berry Global Group, Inc.(NYSE: BERY) che ha ricevuto nel 2022, per la loro progettazione, un Technology Excellence Award dall’Associazione per le tecnologie di imballaggio e lavorazione (PMMI) nella categoria Alimenti/Bevande1. In Italia, sono molte le aziende del settore beverage che investono in ricerca e sviluppo e che, negli ultimi anni, hanno deciso di lavorare in questa direzione, tra queste compaiono San Benedetto, Tetra Pack e Sanpellegrino.

Plastica nel mare: lo studio del WWF

Uno studio del WWF riporta che entro il 2050 la plastica quadruplicherà negli oceani, compromettendo ulteriormente la vita degli animali che vi abitano. Intrappolamento, ingestione, soffocamento, sono questi alcuni dei pericoli per l’ecosistema marino.

Le microplastiche, particelle di materiale plastico con dimensioni inferiori a 5 millimetri, oltre ad essere dannose per ambiente e animali, lo sono anche per la salute dell’uomo. Negli ultimi anni diversi studi hanno portato alla scoperta delle microplastiche nel cuore, nel sangue, nelle urine e persino nella placenta umana. Ciò dimostra come queste minuscole particelle possono entrare nel corpo umano attraverso bocche, nasi e altre cavità del corpo con collegamenti con il mondo esterno.

“Ogni settimana possiamo ingerire oltre 5 grammi di microplastiche (l’equivalente di una carta di credito) – riporta Wwf Italia – attraverso l’aria, acqua, frutta, verdura, pesci e molluschi, soprattutto quelli che si mangiano interi. Le microplastiche sono di conseguenza state ritrovate nelle feci umane (anche quelle dei bambini), nella placenta e recentemente anche nel sangue e nelle aree profonde dei polmoni”.

Direttiva SUP e tethered caps

Oggi la plastica ha ancora un ruolo dominante perché la sua versatilità e il costo relativamente basso favoriscono il suo utilizzo frequente soprattutto in applicazioni di breve durata.  Proprio per questo motivo, l’Unione europea ha introdotto la direttiva SUP (Single Use Plastic) con lo scopo di ridurre l’impatto di specifici prodotti in plastica monouso sull’ambiente, compreso quello marino. Infatti, tra i rifiuti marini rinvenuti più di frequente sulle spiagge dell’Unione ci sono proprio bottiglie in plastica, tappi e coperchi.

Indagine Legambiente Beach litter 2023

Dati davvero allarmanti arrivano dall’indagine Beach Litter, un incredibile lavoro portato avanti da Citizen Science grazie a numerosissimi volontari di Legambiente che ogni anno monitorano e classificano i rifiuti disseminati sulle spiagge. In particolare, partendo da 38 spiagge italiane monitorate in 15 regioni differenti, sono stati trovati 36.543 rifiuti, di cui il 72,5% composto da polimeri artificiali/plastica come riporta l’immagine in alto. Rispetto ai rifiuti di plastica raccolti, il 46% del numero complessivo è costituito da oggetti monouso presenti nella SUP (Single Use Plastics). Infatti, anche quest’anno le bottiglie in plastica, inclusi tappi e anelli, si confermano come la tipologia di rifiuto presente nella “categoria SUP” più trovata in assoluto sulle spiagge monitorate dai volontari di Legambiente.

Le domande più frequenti sui tethered caps:

Come versare l’acqua con i nuovi tappi?

È opinione comune che il tappo twist and drink o tethered cap sia scomodo perché non è insolito versare l’acqua ovunque e non solo nel bicchiere. Per non incorrere in questo fastidioso inconveniente bastano quattro semplici mosse: svita, ruota, bevi/versa e riavvita. Il nuovo tappo, infatti, grazie ad una linguetta, è bloccato e legato al collo della bottiglia, in questo modo non può né ruotare né staccarsi ed essere disperso nell’ambiente. Apparentemente una scomodità: il tappo tende a ruotare intorno al collo della bottiglia proprio mentre si versa l’acqua trasformando un’operazione semplicissima in una complicazione. Ma chi ha progettato il tappo ha pensato anche a questo e basta ruotare il tappo per agganciarlo al bordo del collo della bottiglia.

Perché hanno cambiato i tappi?

I tappi agganciati alle bottiglie con capacità inferiore ai 3 litri sono stati cambiati per rispettare l’articolo 6 della Direttiva (UE) 2019/904 che prevede, a partire dal mese di luglio 2024, l’obbligo di introdurre sul mercato solo tappi che rimangono fissati alle bottiglie. Lo scopo infatti è quello di gestire al meglio lo smaltimento e il riciclo della plastica andando sempre più verso un’economia circolare.



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